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Finora è stato decisamente un grand anno per il mercato di Peter Halley, e lo è rimasto fino a questo Aprile.  Il suo  Yellow Cell with Triple Conduit (1956)  è stato battuto in asta da Sotheby’s a Londra per il prezzo record di  £513milioni a Marzo, una vendita che è stata parte  dei solidi risultati dimostrati dall’arte contemporanea nelle aste di Londra, ma anche ulteriore segnale di un mercato interessante dell’artista.

Infatti, solo poche settimane dopo, ai primi di Aprile, abbiamo visto passare anche un’altra opera stimata  £50k, Breakdown (above), che è stat venduta 3 volte aldisopra di tale stima, per £150k (incluso buyer premium). Nel totale tutte le vendite di Halley hanno guadagnato in quest’anno un totale di $1.6m finora, andando a porre già da ora il volume delle vendite più o meno pari a quello del  2017, con gran parte della stagione delle aste ancora da arrivare.

Nella descrizione dell’opera Yellow Cell with Triple Conduit pubblicata nel catalogo di Sotheby’s  si poteva leggere questa affermazione dell’artista:

“Se una volta la geometria offriva un senso di stabilità, ordine e proporzione, oggi offre solo una serie di significanti mutevoli e di immagini di sconfinamento e sconfinamento ” – Peter Halley

Speriamo davvero che questi”mutevoli” significati e valori non valgano anche per l’opera di Halley, ma piuttosto possa trovare un suo consolidamento definitivo tanto nel mercato che nella cultura.

Caratterizzati spesso da una densa tavolozza,da un rigoroso linguaggio formale e un ricco apparato teoretico concettuale, i lavori di Peter Halley sono un potente esempio di astrazione geometrica post-modern. E’ evidente come questi suoi organigrammi e schemi fosforescenti si richiamino tanto alle strutture urbane, quanto soprattutto a quelle elettroniche e dei computer. Queste si intrecciano fra loro, e con tutta la tradizione del Modernismo geometrico (es De Stijl). Halley si appropria così di tutta la storia dell’astrazione geometrica, tramite il linguaggio formale di artisti come Kasimir Malevich, El Lissitzky, Barnett Newman e Mark Rothko;  Halley cita e si appella deliberatamente a questo Pantheon della pittura modernista, ma lo utilizza con aperta e dichiarata ironia e cinismo fatta di toni fosforescenti e vividi, in un tono tutto postmodernista che riflette la Fouconiana “crisi della Geometria” : infatti le sue opere sono volontariamente concepite in questi colori fosforescenti, vividi come dei neon solamente per visualizzare le strutture di potere della società moderna. Infine dunque  Halley non fa altro che rivelare come le strutture geometriche siano diventate per la società strumento di potere e controllo

Nonostante tutto ciò questo interesse non è certo nuovo nel mercato di Halley, ma è bene anche notare i tempi del suo ultimo picco di mercato. Ci sarà ora una crescita stabile o ci saranno ancora ricadute? Non resta che rimanere a guardare le prossime aste.

 

 

Suorce:  Art Market Monitor




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