Si è appena conclusa la venticinquesima edizione di Artissima, la più importante fiera – mercato a livello italiano d’arte contemporanea, che ha attinto ad un bacino di oltre 190 gallerie espositrici, provenienti da 35 paesi diversi. Dal 2 al 4 novembre, all’Oval di Torino 20mila metri quadri d’esposizione hanno ospitato quasi 55mila persone in visita ad una selezione di opere condotta da un board curatoriale d’eccezione, gestita brillantemente per la seconda volta da Ilaria Bonacossa.

L’edizione di quest’anno si sviluppa sul tema del tempo, in otto sezioni che raccolgono uno spaccato globale variegato del panorama contemporaneo, dove il tempo, inteso come flusso dinamico volto al modificarsi del reale, acquista la capacità d’essere sospeso, accelerato o modificato proprio attraverso l’esperienza artistica.

Grande riuscita è stata l’installazione della sezione Disegni, di unanime successo sia per la critica che per il pubblico grazie all’eccezionale curatela, che comprendeva nella sua selezione l’incredibile walldrawing in bianco e nero di Marc Bauer insieme ai delicatissimi acquerelli parigini di Alexandre Singh, e la nuova sezione Sound, allestita presso le Officine Grandi Riparazioni – che ospitavano anche la mostra di Mike Nelson – in sedici opere monografiche selezionate dai curatori Yann Chateigné Tytelman, curatore e critico d’arte a Berlino e Nicola Ricciardi, direttore artistico delle OGR, in un’installazione capace anche di attirare un pubblico variegato anche se meno qualificato, grazie all’interattività delle opere esposte. Spicca tra gli interventi quello dedicato a Charlemagne Palestine (Brooklyn, 1945) presentato da Levy.Delval di Bruxelles che mette insieme video, materia e pittura, tratto dalla mostra “Une Installation Sonore” presentata alla Galerie Sonnabend di New York nel 1975.

 

Marc Bauer – Peter Kilchmann gallery – walldrawing

 

Alexandre Singh – 2018 – watercolour on inkjet print – 55 x 70.5cm – Monitor Gallery

Troppo assente l’arte italiana contemporanea affermata, che si è manifestata soltanto nello spazio dedicato agli esordienti e ai nostri grandi pilastri, da de Chirico ai Macchiaioli.

L’affluenza del pubblico si è andata ad intensificare rispetto agli anni precedenti, tanto più che i collezionisti in visita sono stati più di 5000: il fatto che Artissima si identifichi sempre più come fiera di ricerca ha fatto salire considerevolmente le sue quotazioni e la sua reputazione a livello internazionale. Tra i collezionisti Andrea Fustinoni e Fabio D’Amato, intervistati da Il Sole 24 ore, hanno integrato nella loro collezione – già molto vasta considerato che conta circa 230 opere d’arte contemporanea di cui il 50% italiane – scelte molto diversificate tra loro, investendo propositivamente anche e soprattutto su opere di videoarte, la nuova frontiera del contemporaneo: il loro acquisto più importante infatti si riferisce all’opera video “Big Rock Candy Mountain” di Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh and Hesam Rahmanian, un collettivo di tre artisti iraniani che fanno parte della scuderia della galleria di Dubai Isabelle Van Den Eynde. (Il video del 2015 in edizione di 7 + 3 AP era in vendita a 25mila dollari). Grande spazio ha avuto la fotografia, con l’acquisizione, fra le altre, di una stampa in gelatina di Linda Fregni Nagler, in vendita a 15mila euro. L’opera fa parte di un progetto più ampio in cui l’artista ha rifotografato i soggetti della ‘Scuola di Yokohama’ e li ha stampati in camera oscura su gelatine poi dipinte a mano, citazione della tecnica Yokohama Sashin, dall’inconfondibile gusto esotico.

Linda Fregni Nagler – Playing At Ball, 2010 – gelatin silver print – selenium toner cm 80,5 x 64,5 x 5 framed

Altro fulcro d’attenzione lo stand dove Clara Ianni è esposta in declinazioni varie tra cui sculture, video, testi e installazioni con prezzi che oscillano tra i 3mila e i 6mila euro, e quello della Galleria Laveronica, che propone gli acquerelli di Alejandra Hernàndez, di cui la maggior parte è in vendita a 3mila euro, con qualche eccezione che arriva fino ai 9mila.

Clara ianni – Punhos, 2010

 

Clara Ianni – Concrete work, 2011

 

Alejandra Hernàndez – Waterfalls, 2017 – watercolour on paper – 29.7 x 42cm – Laveronica Gallery

Il bilancio di questa Artissima è dunque fervido e positivo, sia a livello di proposta che di risposta, anche grazie alla risonanza internazionale che ha richiamato un pubblico variegato ma sensibile e attivo sia da parte dei galleristi e dei critici che soprattutto dei collezionisti.

 

 




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