Un Hockney da record quello battuto all’asta serale del 15 Novembre da Christie’s… !

Il celebre artista inglese, riconosciuto e amato dal suo approccio nei primi anni ’60 alla pop art (seppur con diffidenza espressionista) ha colpito l’intero pianeta con una versatilità creativa senza limite, testimone l’apertura e la confidenza totale nei confronti di ogni tecnica artistica di tipo figurativo. Nell’ultimo decennio infatti il suo panorama si è ampliato nei confronti delle produzioni digitali, sfociando in una serie di lavori creati con iPhone e iPad; il progresso tecnologico nella sua visione infatti è propedeutico al divenire di quello artistico, con le sue parole:

“La tecnologia ha sempre cambiato il senso delle immagini e le immagini sono il potere. Se l’arte fa a meno delle immagini, perde ogni possibilità, ogni potere. Ho cominciato prima a dipingere con l’iPhone. Poi, nel 2010, ho subito preso l’iPad in California. In Inghilterra non ce l’aveva nessuno. Per realizzare un dipinto con l’applicazione Brushes impiego un’ora. Con l’iPad non hai bisogno di nient’altro: hai tutti i colori sempre con te. Il risultato è diverso rispetto a quello della pittura ‘vera’. Ma una cosa non esclude l’altra” e “La tecnologia ha sempre contribuito all’arte; lo stesso pennello è un pezzo di tecnologia, no?”.

David Hockney photographed in his Hollywood Hills studio on December 8, 2015, source: artnews.com

La tensione pànica di Hockney nei confronti dell’esperienza sensibile del mondo lo rende un esploratore totale, che, forte dell’ incalzante divenire del flusso delle correnti e delle tendenze dal 1960 ad oggi, si slega dalle coordinate temporali e tecnologiche in favore di una libertà raggiante e immediata.

Dalla sua famosa serie delle piscine californiane, nasce lo speciale caso della tela monumentale Portrait of an artist (Pool with two figures) del 1972, forse la più iconica e rappresentativa; la composizione nasce dalla sovrapposizione di due fotografie distinte e diventa immediatamente spunto per un dipinto dove due figure d’uomo si fronteggiano da due status contrapposti.  

La prima versione di quest’opera andrà distrutta  per mano dello stesso artista. La seconda invece, quella che possiamo ammirare oggi, è frutto delle 18 ore al giorno ininterrotte per due settimane di lavoro, versione che vede protagonista e modello proprio l’allora compagno dell’artista, Peter Schlesinger.

David Hockney, Portrait of an artist (Pool with two figures), 1972

Hockney ricorda il dipingere di questa tela come un’esperienza splendida, di straordinaria intensità; la raffinatezza e l’attenzione con cui tratta ogni sfaccettatura dell’opera è palpabile, in particolare nella raffigurazione dell’acqua e della sua trasparenza, una sfida cui Hockey si dedica con estremo impegno.

Insomma, un’opera d’arte intensa ad ogni livello, esposta in tutti i maggiori musei d’arte contemporanea del mondo (dal Metropolitan, al Tate, al Pompidou) e assolutamente la più attesa nell’asta di Christie’s.

Il lotto numero 9 infatti partiva da un prezzo di “solamente” 18 milioni di dollari, offerto ‘senza riserva’, ovvero senza prezzo minimo sotto il quale il venditore non intende procedere alla vendita; inusuale scelta per un’opera di questo valore, ma che si è rivelata vincente considerato che in una decina di minuti di rilanci febbrili il prezzo si è chiuso a 90,3 milioni di dollari, battendo il record di quotazione per un artista vivente raggiunto  nel 2013 da Jeff Koons con la sua scultura Baloon Dog (Orange) aggiudicato per 58,4 milioni di dollari nella medesima casa d’aste.

Il prezzo massimo raggiunto da un dipinto di Hockey prima d’ora era di 28,5 milioni di dollari, per “Pacific Coast Highway and Santa Monica”, battuto all’asta da Sotheby’s nel maggio di quest’anno.

Hockney, Pacific Coast Highway and Santa Monica, 1990, olio su tela

Un’ottima scommessa dunque, oltre che per Christie’s, per il venditore, il miliardario inglese Joe Lewis, già noto d’altra parte per le sue operazioni sul mercato valutario… ma, soprattutto, una conferma della esponenziale attenzione che sta coinvolgendo tutta l’opera di Hockney.




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